Non mancano i palazzi tristi e muti che guardano altrove per un pudore troppo presto infranto, con le loro crepe, con le loro mura divelte, non mancano le macerie ancora da raccogliere.
Eppure noi nemmeno manchiamo, che vorremmo una vita normale e ci affanniamo a chiederla non a Dio, ma ad altri aquilani come noi, che vedendoli dietro improvvisate scrivanie di improvvisati uffici, crediamo che tutto sia come prima del 6 aprile e li tormentiamo con le nostre domande, le nostre ansie.
Salvo sentirci rispondere come faremmo noi "Non lo so, adesso ci informeremo e le faremo sapere!"
Questa ricostruzione passa anche attraverso questo.
Prima delle case ridateci gli uffici.
I negozi.
Oppure datecelo insieme.