venerdì 1 maggio 2009

un pò di domande

A forza di sentir parlare di cifre, mi chiedevo, ma tutti questi milioni e milioni di euro, cifre iperboliche per l'essere umano comune, da chi saranno gestiti? 
Dagli amici degli amici degli amici oppure magari si potrebbe pensare di costituire tanti piccoli comitati locali, magari anche di quartiere, che si occupino, con carte in regola, con imprese aquilane, di ricostruire case e negozi?
Umh sembrerà la solita idea polemica, ma a ben vedere le imprese aquilane hanno bisogno di risorgere e gli Aquilani pure, se iniziamo a far appaltare ad imprese non della zona, ho come il polemicissimo sospetto che le cose saranno fatte...ecco, come dire...Non in maniera appropriata secondo le esigenze di chi conosce e ama questa terra e ci ha sputato il sangue da generazioni?
Senza nulla voler togliere alla integrità e alla onestà di chi si accinge a ricostruire, sono del parere che si dovrebbe affidare la ricostruzione di l'Aquila agli Aquilani, dalla rimozione delle macerie, alla costruzione di case e negozi e anche, non dimentichiamocelo, di posti di lavoro. Molti di noi, troppi di noi, hanno perso il lavoro. Come vivremo qui nei prossimi anni? Faranno presto a dimenticarsi di noi, credetemi.
Dovremmo andare a "bussare" alle porte dei nostri politici locali e farci sentire. Avete presente quei meravigliosi comitati statunitensi? Quelle aggregazioni di persone che con la forza delle loro convinzioni e con tanta onestà e preparazione sono riusciti a far eleggere un uomo di valore come il Presidente Barack Obama, nonostante non si credesse a questa possibilità?
Ecco, parlo di quella mentalità. 
L'Aquila è nostra, di noi Aquilani, non solo quando si tratta di parlare di rugby o di "pecora alla cottora", ma adesso è vero più che mai. 
L'Aquila è nostra, abbiamo bisogno di tanto aiuto, verissimo, non basta mai l'aiuto e non basterà mai nemmeno nei prossimi anni a venire, ma è da noi che deve partire l'impulso di costruirci di nuovo.
Aquilani, ci siete?

Terremoto: scossa di magnitudo 3,8

Nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano
(me lo chiamano sciame sismico, in tempi nn sospetti si chiama terremoto)
(ANSA) - ROMA, 1 MAG -Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 e' stata avvertita stamani dalla popolazione nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano.Le localita' prossime all'epicentro, secondo quanto informa un comunicato del Dipartimento Protezione civile, sono San Panfilo d'Ocre, Fossa e Sant'Eusanio Forconese. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia, l'evento sismico e' stato registrato alle ore 7.12.

giovedì 30 aprile 2009

vicina ai 3.5 gradi Richter

(ANSA) - PESCARA, 30 APR - Una scossa di discreta intensita' e durata qualche secondo e' stata nettamente sentita all'Aquila verso le 15. Nei centri commerciali la gente e' subito uscita all'aperto impaurita e stesse scene in altri luoghi della citta'. Al momento non e' dato sapere se ci sono stati altri danni a case o strutture. Secondo alcuni siti la scossa si avvicina al 3.5 della scala Richter con epicentro sempre nei dintorni dell'Aquila.

sole e crepe

Ieri è stata una giornata intensa sotto molti punti di vista. Beh intanto ieri mattina c'era il sole, un bel mercoledì col sole, come non ne vedevo da un pò troppo. Poi...Via Strinella, dove c'è il container nel quale svolge la sua funzione l'Associazione presso la quale mi trovo, temporaneamente, è diventata una via fantasma. Avete presente quella via vero? macchine, macchine e macchine. Gente in giro...Adesso è vuota, tranne per i Vigili del Fuoco, i soli che lavorano davvero, oltre i volontari sparsi per l'Abruzzo e i medici di famiglia.
Beh vedere quella Via vuota, vedere le crepe sui palazzi, ascoltare quel silenzio dove prima c'era rumore di traffico, ascoltare i racconti di chi si incontra, tutti raccontano la loro notte del 6 aprile, questo da appena la misura che la catastrofe c'è davvero stata. Che il terremoto stavolta è toccato a noi. Che quelli snza casa, parenti, amici e/o senza lavoro, siamo noi.
Viviamo in una città da ricostruire. Viviamo cercando di capire dove e come raggiungere gli uffici, quelli che prima avevamo al Centro, che stanno pian piano rispuntando tra milioni di difficoltà logistiche. Viviamo in una città che chissà per quanto tempo vivrà in tende, container e strutture mobili. E tra tutto questo c'è chi dice che ad ottobre saremo tutti a casa. Mi domando se si rendono conto dell'entità e della vastità del sisma.
Molti di noi hanno perso casa e lavoro.
Io ho perso il lavoro.
La sola cosa che lo Stato farà per me appena potrò dire ufficialmente "ho una "casa" mia e mi speso da sola" sarà di darmi 100 euro per tot mesi. 100 a me e 100a mia figlia. con quelli dobbiamo campare...
Bene, è vero che voglio farcela da sola. Ma è vero che se non si ripristinano negozi e commercio L'Aquila non andrà da nessuna parte.
Se non tornano gli studenti universitari, se le case non sono ri costruite...pensate solo a quell'esercito di badanti e donne delle pulizie...Adesso dove si riversano?
Si parla di ricostruzione materiale delle case.
Prima o poi succederà.
Ma ricostruire le vite? Come si farà?

martedì 28 aprile 2009

Terremoto: dl,per 2009 1,1 miliardi

Terremoto: dl,per 2009 1,1 miliardi
Il resto delle risorse e' spalmato fino al 2032

(ANSA) - ROMA, 28 APR - La copertura del decreto 'terremoto' prevede 1,152 miliardi di euro per il 2009. Il resto dei finanziamenti e' spalmato fino al 2032, mentre a decorrere dal 2033 si prevedono finanziamenti per 2,9 milioni di euro. E' quanto prevede l'articolo 18 del dl che disciplina la copertura finanziaria del provvedimento varato giovedi' scorso dal Consiglio dei Ministri che si e' tenuto a L'Aquila

Previsioni...

...del tempo e di scosse nuove. Tutta ieri una voce incontrollata e incontrollabile ha gettato nel panico decine e decine di persone con un presunto aumento di gas radon, secondo il quale, sarebbe stata in arrivo una scossa molto più forte di quella del 6 aprile. Adesso, io mi domando: ma chi è che crede a queste cose, ancora? Pur non volendo commentare in modo alcuno l'operato del sig Giuliani, al quale va il mio rispetto per avere tentato in qualche modo di capire che stava succedendo, anche con gli sbagli che ha commesso, non essendo il suo un metodo che si possa definire scientifico, ma chi è che si diverte a dire simili stupidaggini? Ieri era tutto un dire che a Bazzano erano state evacuate le fabbriche, che la scossa forte sarebbe arrivata con la sua furia distruttrice e avrebbe spazzato via il poco che è ancora in piedi. A mio fratello, che hanno appoggiato con il lavoro ad Avezzano, avevano detto che era stata evacuata tutta L'Aquila.
Ci rendiamo conto? Evacuata L'Aquila...si, il sei aprile è stata evacuata e il resto che si evacua? Le tendopoli??
Queste cose ci sono sempre state, il millenarismo, il millenium bag, le streghe, gli untori, adesso i previsori di scosse apocalittiche.
Non dico che non potrebbe succedere. 
La Terra ci insegna a modo suo che è imprevedibile e ingovernabile, alla faccia di chi si affida a sicurezze che poi non sono tali.
Ma spargere quel panico in giro? Ho visto e sentito decine di persone, letteralmente angosciate, temere la distruzione.
Vi anticipo che è prevista simile scossa distruttiva per il 29 aprile. Così se lo sentite dire...Siete pronti...a sapere che se non arriva, le previsioni continueranno.
Come tutti coloro che soffrono in questa città e che vogliono risollevarsi, mi auguro che la Terra cessi di tremare.
Per rispetto dei vivi e dei morti, mi auguro che chi mette in giro tali voci si renda conto del danno che provoca.
Buona giornata di pioggia a tutti.

lunedì 27 aprile 2009

scosse...

Nuova scossa nell'Aquilano
Magnitudo 2.9, tra l'Aquila, Pizzoli e Barete
Nuova scossa nell'Aquilano
(ANSA) - ROMA, 27 APR - Nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano una nuova replica e' stata avvertita dalla popolazione. Le localita' vicine all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Barete. Lo fa sapere la Protezione civile. Secondo i rilievi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato alle 13:14 con magnitudo 2.9.

ah..Les Italien...

Voci di fondo e voci che strillano. 
Davanti alla tivù tutti bravi, belli e buoni e speranzosi. 
Dietro il finimondo, persone amiche di...che si accaparrano per primi le stufette, le coperte migliori, che fan fare prima i sopralluoghi pur senza mettersi in lista (accade nel paese dove c'è la mia casa) e via discorrendo...Qui è freddo e grigio, si mormora che in qualche campo qualcuno approfitti delle assenze di chi torna al lavoro per prendergli quel poco che hanno in tenda. Si mormora...O sarà vero?

Si ricomincia

Eccomi qui sul campo. Sono tornata ieri, una delle tante sfollate che stavano sulla costa, per fare la sfollata che sta in città, oggi torno al lavoro.
Dopo una notte tranquilla, eccomi a bere il latte bollente e a guardare il cielo, che si incupisce, con la consapevolezza che le previsioni affermano che sarà una settimana di pioggia. Mi sembra la stagione dei monsoni, con l'unica eccezione che non c'è un paesaggio piatto con piante esotiche attorno a noi. Ma rovine. Tende blu disposte in bell'ordine punteggiano il paesaggio ovunque ci si sposti. Ieri tornando dalla costa, passando col groppo in gola e gli occhi colmi di lacrime, in mezzo a paesi deserti, case sventrate, vedevo le tende blu. Non ci fossero state avrei potuto illudermi con l'assenza dei paesani a causa di un evento gioioso che poi li avrebbe riportati a riversarsi nelle strade dei loro paesi. Invece eccole tutte li quelle tende blu della protezione civile, i vari campi visti solo in televisione, fino a che la consapevolezza del terremoto s'è fatta dolore acuto e tagliente con la vista di posti familiari completamente torti, come se una mano crudele si fosse accanita a sventrare case, accortocciare muri, mettere a nudo stanze, con dentro ancora mobili e quadri e vestiti, ormai irraggiungibili. Come se fosse ancora possibile ascoltare e vedere gli abitanti di quelle case nelle loro quotidiane attività.
Uno svelamento lacerante e brutale che lascia la dimensione della tragicità del terremoto, della sua furia distruttrice.
Eccomi qui, quindi, a ricominciare, parola conosciutissima per me.
Eccomi pronta a familiarizzare con tendopoli, sportelli bancomat ricavati un camper, divise e dialetti diversi e facce di chi ha perso tutto che guardano con una forza diversa.
Quella del desiderio di ricominciare.

domenica 26 aprile 2009

ma quali fondi?

E' come un incubo dal quale ti sei svegliato e vedi macerie e crepe e tanta desolazione. La dobbiamo ricostruire noi. Mi chiedo se i tanto sbandierati finanziamenti statali, che calano sempre più e rivolti sempre a meno gente, arriveranno. Oppure tutti i soldi raccolti da tanti e tanti. Ma dove vanno a finire? Chi si interessa di questo?

Eccomi qui a L'Aquila

Mi chiamo Cristina e vivo a L'Aquila, la più bella città d'Abruzzo, diventata famigerata nonchè famosa per il terremoto del 6 aprile 2009. Prima a dire"io vivo a L'Aquila" i più ti guardavano un pò perplessi, stralunati e poi con un sorrisetto imbarazzato..."Scusa dov'è L'Aquila?" e magari abitavano ad appena 100 km. Ma tant'è...Adesso lo sanno in molti, purtroppo. Vorrei avere ancora quel tranquillo anonimato, un pò sonnacchioso, da turrita città di provincia chiusa su se stessa e in se stessa. Magari...
Beh sono qui per dire come si vive in una città terremotata. Ma non in una città qualunque, ma nella più bella delle città d'arte, mi si passi pure l'espressione, non se ne abbiano a male Venezia o Roma o Firenze. Perchè a L'Aquila di bellezza ce ne era tanta. Noi vogliamo ricostruirla come era. Al di là delle parate trionfalistiche.
Al di là del pietismo becero.
Al di là del terremoto.
Noi siamo qui,