martedì 15 dicembre 2009
L'Aquila, sui tagli alle tasse solo un terremoto di promesse
L'Aquila, sui tagli alle tasse solo un terremoto di promesse
11 dicembre 2009
L'attesa proroga della sospensione delle tasse per i terremotati per tutto il 2010 dovrebbe passare in un prossimo decreto, perché quando si è trattato di compilare la Legge Finanziaria era "sfuggita". Lo ha spiegato giovedì 10 dicembre il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo aver incontrato una delegazione di cittadini abruzzesi. È questo l'unico e magro risultato ottenuto dalla mobilitazione di protesta organizzata a Roma dalla provincia de L'Aquila. Basterà per soddisfare I terremotati? Difficile. Anche perché in piazza, prima dell'incontro, molti di loro raccontano che le tasse hanno già ricominciato a pagarle, visto che nell'ultima busta paga dei dipendenti ci sono le trattenute IRPEF. Il centrodestra assicura però che le promesse verranno mantenute. E Filippo Piccone (coordinatore regionale abruzzese del Pdl), se la prende con l'opposizione: "La sinistra non si attacchi alla forma ma pensi piuttosto alla sostanza".
Eppure, in questo caso la forma è importante e mostra una volta di più che L'Aquila è, a tutti gli effetti, una questione nazionale su cui vigilare. Vediamo perché.
Sfumato l'inserimento in Finanziaria, che appariva come sede naturale del provvedimento, quale sarebbe il fantomatico decreto? Il milleproroghe? No. Bertolaso dichiara a SkyTg24: "La norma che proroga la sospensione delle tasse sarà inserita nel decreto legge che si occuperà della chiusura dell'emergenza rifiuti in Campania e che prevede la trasmissione delle competenze del commissario straordinario alle autorità locali".
La dichiarazione non è di poco conto. Del decreto in cantiere - numero di protocollo 15185, 29 ottobre 2009 - parla per primo Manuele Bonaccorsi in due articoli su Left (Protezione Civile: Tremonti "azionista" e L'eredità del capo. Dai due articoli si può scaricare lo schema del decreto-legge in pdf).
Al suo interno troviamo fra l'altro, l'assicurazione obbligatoria per le case di proprietà; nuovi provvedimenti sull'emergenza rifiuti ; la ristrutturazione della Protezione Civile, che diventerebbe una S.p.A., una specie di general contractor dell'emergenza, con una serie di assunzioni che attingono anche ai fondi del Decreto Abruzzo; il trasferimento del monitoraggio dei terremoti dall'INGV al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (come si rileva da un avviso allarmato nell'home page del sito dell'INGV). Un vero e proprio calderone dentro il quale è possibile trovare di tutto. Anche scelte che non piacciono a parlamentari della maggioranza e a esponenti del Governo, che però si troveranno costretti a votare il decreto in blocco proprio per evitare di continuare a far pagare le tasse ai terremotati abruzzesi. Anche per questo la forma - che non contiene per forza di cose la sostanza - è importante.
Alberto Puliafito
mercoledì 4 novembre 2009
riflessioni a quasi sette mesi...parto prematuro...
Il resto fa la fame, le scuole sono piene a metà.
Anche le scuole, ecco, sono tutti moduli provvisori, ma temo che rimarranno “provvisori” a vita
L’Aquila sta subendo un cambiamento drastico nella immagine, quella che rammentiamo non esiste più
Il centro è una desolazione
Hanno aperto diverse strade ma i negozi sono chiusi e le case vuote. Così è anche peggio, perché ti costringe a fare il paragone col passato
Un passato che non tornerà
Solo per rimuovere le macerie del centro e abbattere le case pericolanti ci vogliono fior di soldi
Soldi che sono finiti chissà dove a soli sette mesi dal sisma
Nessuno dice che le case da svuotare sono bombe, frigoriferi, coperture di cemento amianto ecc...e via così. e una volta svuotate chi le abbatte? chi si prende l'onere di smaltire le macerie? perchè nessuno lo dice, ma il sisma porta anche questo e lo smaltimento è un affare decisamente costoso per il comune
meditiamo...tante, troppe bugie...
martedì 20 ottobre 2009
Mi permette questo ballo?
Qui stiamo ancora nelle tendopoli, la protezione civile con le tende e gli alberghi è costata 1 miliardo e duecento milioni di euro e le casette sono li a venire, con 10000 persone sulla costa. C'è stato un disastro di proporzioni inimmaginabili per chi non vive qui e ci si sente pure dire "E ma voi dell'abruzzo (dell'aquila prego)vi dovete far sentire!"
Come se finora fossimo stati zitti, ma contro la mafia al potere chi ti ascolta?
venerdì 16 ottobre 2009
Bugie infinite - 2
Si chiama cura 6 aprile, se resisti non ti ammazza nessuno, nemmeno le bugie di chi governa.
BUGIE infinite e freddo
Perchè davvero stiamo male ma di sentirci presi per il culo non ne possiamo più. BASTA!
lunedì 5 ottobre 2009
MA LO SAPEVATE QUESTO?
E l’opposizione? Non vota neanche i propri emendamenti...
Altro che miracolo di berlusconi per i terremotati: gli aquilani sono stai fino ad ora trattati peggio di tutti gli altri senza tetto nella storia del terremoto in Italia.
Vi do un paio di notizie che sfuggono come sempre alla stampa di regime delle sei sorelle dei media più una, la settima, quella bulimica e mastodontica che oscura anche le altre fameliche sorellastre, Silviona insomma.
Prima notizia
Nessuno ha ancora smentito l’assessore Cordeschi del comune de L’Aquila che ha detto esplicitamente la scomoda verità: due terzi dei senza tetto aquilani non rientreranno mai più nelle loro case, né in casette di alcun tipo, ma dovranno cercarsi altrove una abitazione sperando nei parenti o andandosene per sempre dall’Abruzzo.
Tremonti lo accusò di “fomentare rivolte” ma si é guardato bene dallo smentire o spiegare quella dichiarazione.
La notizia é sconvolgente, taglia la testa a tutti i tentativi di propaganda: basterebbe insistere nel diffonderla e commentarla, anzi direi solo diffonderla. Ma ci sono evidentemente dei motivi di interesse reciproco tra i due schieramenti che la rendono una notizia sospesa nell’aria.
Ipnosi del berlusconismo sulle povere menti della sinistra di regime o complicità ed interessi trasversali?
Proviamo a svegliare gli ipnotizzati, per i collusi ci penserà la storia , spero, o in mancanza la magistratura.
Seconda notizia
Quando nel 1997 Umbria e Marche vennerò colpite al cuore dal sisma, il governo di allora (Prodi I) deliberò la sospensione del pagamento dei tributi per un anno e mezzo e impose la restituzione de3l 40% degli arretrati non pagati a partire dal 2009 in 120 rate.
Per L’Aquila il decreto anti-crisi blocca la sospensione dei pagamenti al 1° gennaio (dopo soli otto mesi), stessa data in cui si dovrà provvedere al pagamento del 100% degli arretrati (8 mesi contro i 144 dell’Umbria), attraverso 24 rate e non 120.
E questo il miracolo di Berlusconi? E Vespa L’Aquilano che ha fatto tanta retorica sulla sua terra sventrata dal sisma non é in possesso di queste informazioni? Non é in grado di replicare al premier nelle sue scodinzolanti trasmissioni a rete unificate?
Ecco un altro avvoltoio che fa coppia con lo sciacallo e si ciba di auditel ( gli é andata anche male , peraltro, su questo fronte visto le infime percentuali raccolte…) sulla pelle dei suoi compaesani che credevano in lui ed alle sue accorate prese di posizione all’indomani del 6 aprile.
Comunque a suo tempo le proteste di cittadini ed enti locali non sono mancate e, dopo un lungo tentativo di ignorare le contestazioni, il 27 luglio il Ministro Tremonti dichiarava con spirito magnanimo alla stampa tutta l’annullamento del provvedimento. E rivelava l’intenzione di lasciare l’onore (e l’onere) al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che avrebbe deliberato la cosa tramite regolare ordinanza.
Ora anche un principiante é in grado di dirvi che con un ordinanza della protezione civile non é possibile emanare norme contrarie a quanto fissato con legge. Si chiama principio della gerarchia delle fonti normative ed anche gli iscritti a giurisprudenza del 1° anno lo conoscono bene.
Se il governo voleva spostare il termine dei pagamenti doveva farlo con legge: e difatti si cono accorti dell’errore da principianti e quell’ordinanza non è mai arrivata.
Il 15 settembre prendendo la via corretta delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato é iniziata la discussione di una norma correttiva. L’opposizione ha presentato due nuovi emendamenti sull’ex articolo 25.
Entrambi chiedevano un ripristino dei pagamenti del tutto analogo a quello predisposto 12 anni fa per l’Umbria. Esattamente ciò che desiderava realizzare il governo, stando alle dichiarazioni del ministro Tremonti di due mesi prima (dichiarazioni, queste sì, riportate da tutta la stampa, compresa quella “di opposizione”).
Il 23 mattina, nell’aula del Senato, la sorpresa della bocciatura degli emendamenti migliorativi.
E ciò grazie anche all’assenza massiccia delle opposizioni: 25 favorevoli su 159 votanti per il primo, 28 favorevoli per il secondo.
Ecco i dati disponili dai lavori parlamentari : 13 su 14 i presenti dell’IDV, 6 su 10 quelli dell’UDC, 8 su 118 quelli del PD.
Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancredi i nomi dei tre senatori abruzzesi anti-abruzzesi del Popolo della Libertà.
Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Giovanni Legnini, Franco Marini e Claudio Micheloni i nomi dei 5 senatori PD autori dei due emendamenti, impegnati in questa lotta spietata contro i mulini a vento.
E contro l’indifferenza sospetta dei loro colleghi di opposizione che mancavano all’appello quasi tutti…
Berlusconi cadrà a breve ma per demeriti suoi e per trame interne alla destra, la sinistra non ne avrà alcun merito ed anzi resterà un’altra volta alla finestra a guardare gli altri agire , ogni tanto abbassando lo sguardo per guardare se l’ombelico é sempre lì al suo posto.
http://www.agoravox.it/Le-notizie-che-non-leggerete
mercoledì 19 agosto 2009
BENIGNI tra i terremotati
Accolto con affetto dai terremotati, Benigni pranza nella tendopoli. Prima, però, sguscia sotto i banchi delle cucine per provare a prendere in braccio la corpulenta cuoca Valeria e servire lui stesso alcuni pasti. "Dovrei pagare io voi per la soddisfazione di essere qui", dice.
Poi rivolto ai terremotiti che lo attorniano dice: "Controlleremo che le promesse vengano mantenute: se le cose non accadono, urlate e chiedete, non vi zittate mai". Accompagnato dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e dal capo di Gabinetto del ministero dei Beni Culturali, Salvo Nastasi, Benigni ha visitato i resti del paese martoriato dal sisma, ma anche i cantieri delle nuove costruzioni e i primi prefabbricati già allestiti. Ad accoglierlo, con la moglie, Giustino Parisse, il vice caporedattore del Centro che nel terremoto ha perso due figli e il padre. Con Parisse, Benigni ha fatto una breve sosta davanti all'"Albero della memoria", il possente acero sotto il quale sono stati depositati i corpi delle quaranta vittime di Onna.
Visibilmente provato, l'attore è poi arrivato nella tendopoli, dove ha trovato la forza di scherzare: "Sono qui, con Nastasi e Bertolaso, che ci proteggono dalle calamità. Ci devono proteggere anche dallo straripamento di Berlusconi. Bertolaso, proteggici! Berlusconi sta straripando, è in piena". Poi più serio, rivolto ai terremotati, ha detto: "I comici devono far ridere, i politici devono fare i fatti. A loro i fatti e a noi le parole, ma talvolta una parola aiuta più di mille cose vere". E ancora: "Dante insegna che per andare in paradiso è necessario passare dall'inferno. Voi avete vissuto l'inferno. Grazie per la gioia che mi avete dato e per la possibilità di passare attraverso questa morsa di dolore. La scoperta più grande della vita è capire che il dolore può essere trasformato in gioia: dobbiamo riuscire a portare il dolore sulle spalle con gioia".
Poi il comico si è traferito a Coppito dove ha tenuto uno show nell'auditorium della scuola della Guardia di finanza dove si è tenuto il G8. Accolto da più di mille persone, mentre altre ottocento lo seguivano su un maxischermo nella palestra adiacente, il premio Oscar è entrato in sala da par suo, saltellando sulle poltrone della prima fila e lanciando fiori al pubblico: "Mi verrebbe voglia di saltarvi addosso - ha esordito -, di prendere il primo che capita e baciarlo sulla bocca. Anche le pietre di questa città bacerei".
Poi l'immancabile battuta sul premier Berlusconi: "E' come l'Italia: giusto o no che sia, è il mio Paese. Sbagliato o sbagliato che sia, è il mio presidente. Ma non vi preoccupate, perché manterrà le promesse: io e Bertolaso siamo andati a trovarlo, vestiti di nero e con poco trucco, come piace a lui, e glielo abbiamo raccomandato". Per chiudere, Benigni ha recitato il monologo di Ulisse dal canto XXVI dell'Inferno della Divina Commedia: "Spero di tornare quando la ricostruzione sarà avvenuta, per gioire con voi e andare tutti insieme a riveder le stelle", ha concluso l'attore.
giovedì 30 luglio 2009
non importa del sisma o della situazione di emergenza, FW vuole i suoi soldi
La cosa comica di tutto questo è che per la mia casa, che ha ovviamente danni, anche se non tali da inficiarne l'agibilità è previsto un piccolo contributo per metterla a posto, ma le bollette, perchè non l'ho persa e non fa nulla se non ho il lavoro, grazie al sisma, come per dire tu il terremoto non l'hai avuto quindi paga. Il che è assurdo, se ci si pensa, perchè la tragedia la pagheremo per decenni, intanto fastweb e infostrada i loro soldi li vogliono, se no, addio servizio. chè in caso di ennesima scossa è rassicurante come prospettiva, come a dire...hai casa agibile, non importa che danni hai avuto per il resto? Lo paghi, è un reato evidentemente essere scampati al sisma senza danni molto grossi.
In più c’è da aggiungere che ho chiesto una rateizzazione, va bene, io ho avuto il sisma come gli altri, non ho lavoro, vedrò di recuperarli col il sangue quei soldi, me le rateizzate?
"Signora le bollette sono sospese solo per coloro che hanno l'utenza sospesa." Al che m'è venuto da dirgli, "noi siamo in emergenza, qui le scosse continuano, e se io ho la linea sospesa ed è la mia sola speranza invece di chiamare i soccorsi, il tel fisso, avendo il cel inutilizzabile?"....silenzio..."signora le bollette le deve pagare, è probabile che nei prossimi giorni sarà contattata dal servizio commerciale per sapere della sua situazione", la mia situazione? il sisma m'ha portato via tutto e m'ha lasciato una casa lesionata e basta, null'altro, eccola la mia situazione...al che mi sono detta, ma con chi sto parlando? Sono terremotata non ho lavoro, né futuro, posso almeno avere la chance marche umbria terremoto 1997 di averle sospese o rateizzate? NO! non le rateizzano nemmeno, o pronta cassa o muori.
martedì 23 giugno 2009
Scossa continua
L'ammalato è stato incerottato, non guarito.
Quindi vi prego, se non volete sentirci, se non volete interessarvi, va anche bene (diciamo così...) e spero col cuore che questo sia l'ultimo terremoto sulla terra intera, perchè è troppo brutto, ma almeno non credete alle fanfaronate che sentite in TV.
Noi non siamo dei piagnoni che vogliamo farci compatire mentendo su quel che è stato fatto...Il punto è...Pensate che stiamo mentendo? Venite a trovarci, che vi facciamo vedere in loco che cosa c'era e che cosa non c'è e non parlo della nostra città...Parlo delle promesse da campagna elettorale e della realtà che viviamo.
Non volete credere a noi? Magari crederete ai vostri occhi!
lunedì 22 giugno 2009
il mostro è sempre tra noi 2
Una scossa di terremoto molto forte è stata avvertita intorno alle 22.58 all'Aquila, Teramo e Pescara e persino a Roma. All'Aquila in particolare molta gente è uscita dalle tende e dalle case. Il movimento tellurico è stato registrata dalle stazioni della rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica, i cui esperti l'hanno classificata di magnitudo 4.5. L'epicentro è stato localizzato nella zona dell'aquilano, in un'area compresa tra Tizzoli, Barete e L'Aquila. Secondo i dati rilevati è alla profondità di circa 14 chilometri dalla superficie terrestre.
È stata una delle repliche più importanti del terremoto del 6 aprile scorso. Accertamenti sono in corso da parte della Sala Situazione Italia della Protezione Civile. Al momento non sono giunte segnalazioni di danni.
http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/laquila-riapre-il-centro-storico-ma-la-terra-continua-a-tremare/1657994
il mostro è sempre tra noi
Quando finirà?
Siamo di nuovo in emergenza
venerdì 19 giugno 2009
ma sarà vero? Fino in Piazza?
Perchè...volete saperlo? Il centro storico, L'Aquila, me la sogno tutte le notti. Incubi in cui non arrivo mai...
L'Aquila, bella mia, arrivo presto anche io da te. E quando arriverò "in Piazza", magari un bacetto per terra lo darò...prendetemi per scema, che mi importa? Dopo il sisma, non mi importa più di nulla!
mercoledì 17 giugno 2009
Ci ignorano quando vogliono
Sono stati ignorati da tutti anche dai TG nazionali che pure con noi Aquilani ci han inzuppato il pane per un mese e mezzo.
Però oggi il presidente del consiglio verrà di nuovo a L'Aquila. Ma a fare che cosa mi domando?
Ieri ci ignora con le massime istituzioni e oggi viene a fare cosa?
BASTA! Siamo stufi di essere maltrattati, se in Umbria e Marche c'è stato il 100 per cento di ricostruzione erogata come fondi, prime e seconde case, perchè qui no? Perchè eravamo una zona depressa anche prima? Quindi adesso dobbiamo solo morire?
lunedì 15 giugno 2009
così blindati...
Ecco, la parola...Carcerati, ecco l'aria che si respira in questi giorni a L'Aquila e che sempre più si respirerà fino almeno al 15 luglio.
Non bastava il terremoto, le promesse non mantenute, le incertezze...ci vuole anche il G8...ma a chi abbiamo fatto male per meritarci tutto questo?
venerdì 12 giugno 2009
la vita continua?
I lavori riprendono, si coltivano gli orti, si cerca di trovare le vecchie bancarelle della piazza del Duomo, ora sparse in ogni dove, per esempio ce ne sono alcune a via Leonardo da vinci, vicino al cinema Movieplex (che tra le altre cose vuole riaprire...)e si cerca di rimettere in sesto le vecchie abitudini colazione al bar, puntata per giocare la schedina e ovviamente giornalaio.
Si cerca, ma quanto si riesce, specie dopo i risultati elettorali che hanno premiato una campagna elettorale costruita tra le macerie? Ognuno la pensi come vuole, il G8 non porterà nulla di buono.
Adesso siamo blindati per le macerie, dopo lo saremo per i capi di stato, ma sempre blindati siamo.
sabato 6 giugno 2009
SONO DUE MESI
martedì 2 giugno 2009
2 giugno...è festa
venerdì 29 maggio 2009
Ma i soldi dove sono?
giovedì 28 maggio 2009
stop ai sopralluoghi
martedì 26 maggio 2009
terremoto tra finzione e realtà
lunedì 18 maggio 2009
Scartoffie e macerie
giovedì 14 maggio 2009
Buongiorno
mercoledì 13 maggio 2009
terremoto e sole e case di legno
giovedì 7 maggio 2009
parole in rima e sciolte
mercoledì 6 maggio 2009
Un mese un anno un giorno
martedì 5 maggio 2009
Pe fermamme ju tarramutu me tà ccjie...
“Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie. Kjù fa ju strunzu, kjù ‘ndsosto. Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè. Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò. Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio. Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette. Tengo solo la paura che me frega. Perché non è che se la pija solo co mmi. Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù. Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà. Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale. A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu. Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice: ”ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche”. Pure pe tilivisiò te llo icono. Antisimiche ju cazzu che vve frega! So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti. Ma che sapeate? Chi ve ll’era ittu? Che teneamo fa? Ji bunker? Po me vengono a raccontà che: ”Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”. Ma dico ji: “Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto”. Pe piacere! Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti! A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino. E ju cascittu era quiju bassu. Me ll’ha revodecata tutta la casa. A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti. E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente. Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza. Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa. Atru che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de “media intensità”. L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta. Ma se sse so cascati pure gji alberi. Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri. Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti “esperti in terremotologia applicata”. Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse. Atru che Mercalli e Richter! Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa: 1. Essiju; 2. bottarella; 3. bella botta; 4. sileppa; 5. slenghera; 6. saraga; 7. petenga; 8. ’ngulallazia. E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti... media intensità! Ma jeteaffangulo”.
Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=17383&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=
IL GRANDE INGANNO DEL DOPO TERREMOTO
| Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito ad una ingiustizia tanto grande e ad un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L’Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie, come è accaduto in occasione del devastante terremoto che l’ha colpita e nel quale, nel giro di una trentina di secondi, tanta gente ha perso tutto, affetti, amicizie, casa, e molti anche il lavoro, per non parlare dei monumenti che rendevano unica la città. Mai in tutta la storia della nostra Repubblica è stato negato ai cittadini il risarcimento integrale dei guasti dei terremoti, per la prima casa. Ma questa regola sempre rispettata (come, ad esempio, nel Friuli e in Umbria), non vale per l’Abruzzo. Da un primo esame del Decreto legge n. 39 saltano agli occhi queste particolarità: all’art. 3 non si parla di una cifra specifica, ma nella relazione tecnica allegata si indica la somma di €150.000,00 quale tetto massimo spettante ai singoli cittadini per la prima casa. Orbene, la cifra che sarà poi effettivamente riconosciuta a ciascuno degli aventi diritto, per un terzo dovrà essere coperta con un mutuo a tasso agevolato a carico del cittadino, e per un altro terzo dovrà essere anticipata, sempre dal cittadino, che potrà recuperarlo nell’arco di 22 anni non pagando le imposte, mentre lo stato interviene con denaro liquido solo per l’ultimo terzo. Sennonché la caratteristica dell’Aquila e degli altri comuni colpiti è quella di centri storici di particolare valore, costituiti da un grandissimo numero di edifici antichi e pregevoli, 320 dei quali, di proprietà privata, sono sottoposti a vincolo da parte della Soprintendenza. Ci sono poi altri 800 edifici pubblici, qualificati di interesse storico, archeologico e artistico. Ora, come è possibile che un privato possa farsi carico della ricostruzione o del restauro di un edificio vincolato o semplicemente di pregio, accollandosi il 66% della spesa? Si comprende allora come il Decreto legge n. 39, se resterà nelle sue linee essenziali così come è stato concepito, costituirà l’atto di morte di una città e di tutti gli altri centri terremotati, che resteranno nei decenni avvenire cumuli di macerie e di edifici spettrali, cadenti e abbandonati. Ma nel decreto n. 39 c’è anche di peggio: all’art. 3, comma 1 , lettera c, si dispone che se un immobile, gravato da un mutuo, è andato distrutto, la Società Fintecna, a richiesta del privato cittadino. si accollerà il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile. Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto, la conseguenza parrebbe essere, dall’esame della norma, che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo: insomma non avrà più la casa ma continuerà a pagare il mutuo. Il rischio è che la città vada per gran parte nelle mani della Fintecna. Ma se, come è facile prevedere, il cittadino non riesce, col contributo e con il mutuo a tasso agevolato, a coprire l’intera spesa per il restauro o la ricostruzione (rispettando, si spera, le norme antisismiche), dovrà contrarre un ulteriore mutuo, a tasso di mercato, con la banche. Insomma quello delineato dal decreto n. 39 è un meccanismo infernale che consegnerà una città nelle mani di banche, finanziarie e usurai. L’ultima perla del decreto: dopo aver dichiarato la città “zona franca”, lo Stato non rinuncia a pretendere da quegli sventurati cittadini che si faranno carico della ricostruzione, il pagamento dell’IVA al 20% ( art. 3, comma 1°, lettera d). Ecco cosa miravano a coprire le tante “passerelle” e sceneggiate e come fosse interessata l’esaltazione della dignità degli abruzzesi, “forti e gentili”. Dott.ssa Rosella Graziani cittadina di L’Aquila; attualmente ospite del padre, insieme alla sua famiglia, in Paglieta (CH) (3 maggio 2009) da http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=56831&sez=HOME_MAIL |
lunedì 4 maggio 2009
Richieste, promesse, parole
conversazioni un pò così...
domenica 3 maggio 2009
..si balla siori e siore...
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Velino-Sirente.
venerdì 1 maggio 2009
un pò di domande
Terremoto: scossa di magnitudo 3,8
giovedì 30 aprile 2009
vicina ai 3.5 gradi Richter
sole e crepe
martedì 28 aprile 2009
Terremoto: dl,per 2009 1,1 miliardi
Previsioni...
lunedì 27 aprile 2009
scosse...

ah..Les Italien...
Si ricomincia
domenica 26 aprile 2009
ma quali fondi?
Eccomi qui a L'Aquila
Beh sono qui per dire come si vive in una città terremotata. Ma non in una città qualunque, ma nella più bella delle città d'arte, mi si passi pure l'espressione, non se ne abbiano a male Venezia o Roma o Firenze. Perchè a L'Aquila di bellezza ce ne era tanta. Noi vogliamo ricostruirla come era. Al di là delle parate trionfalistiche.
Al di là del pietismo becero.
Al di là del terremoto.
Noi siamo qui,