martedì 15 dicembre 2009

Meeting nazionale del popolo viola

Meeting nazionale del popolo viola

L'Aquila, sui tagli alle tasse solo un terremoto di promesse

da IL FATTO QUOTIDIANO, riporto integralmente


L'Aquila, sui tagli alle tasse solo un terremoto di promesse


11 dicembre 2009
L'attesa proroga della sospensione delle tasse per i terremotati per tutto il 2010 dovrebbe passare in un prossimo decreto, perché quando si è trattato di compilare la Legge Finanziaria era "sfuggita". Lo ha spiegato giovedì 10 dicembre il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo aver incontrato una delegazione di cittadini abruzzesi. È questo l'unico e magro risultato ottenuto dalla mobilitazione di protesta organizzata a Roma dalla provincia de L'Aquila. Basterà per soddisfare I terremotati? Difficile. Anche perché in piazza, prima dell'incontro, molti di loro raccontano che le tasse hanno già ricominciato a pagarle, visto che nell'ultima busta paga dei dipendenti ci sono le trattenute IRPEF. Il centrodestra assicura però che le promesse verranno mantenute. E Filippo Piccone (coordinatore regionale abruzzese del Pdl), se la prende con l'opposizione: "La sinistra non si attacchi alla forma ma pensi piuttosto alla sostanza".

Eppure, in questo caso la forma è importante e mostra una volta di più che L'Aquila è, a tutti gli effetti, una questione nazionale su cui vigilare. Vediamo perché.

Sfumato l'inserimento in Finanziaria, che appariva come sede naturale del provvedimento, quale sarebbe il fantomatico decreto? Il milleproroghe? No. Bertolaso dichiara a SkyTg24: "La norma che proroga la sospensione delle tasse sarà inserita nel decreto legge che si occuperà della chiusura dell'emergenza rifiuti in Campania e che prevede la trasmissione delle competenze del commissario straordinario alle autorità locali".

La dichiarazione non è di poco conto. Del decreto in cantiere - numero di protocollo 15185, 29 ottobre 2009 - parla per primo Manuele Bonaccorsi in due articoli su Left (Protezione Civile: Tremonti "azionista" e L'eredità del capo. Dai due articoli si può scaricare lo schema del decreto-legge in pdf).

Al suo interno troviamo fra l'altro, l'assicurazione obbligatoria per le case di proprietà; nuovi provvedimenti sull'emergenza rifiuti ; la ristrutturazione della Protezione Civile, che diventerebbe una S.p.A., una specie di general contractor dell'emergenza, con una serie di assunzioni che attingono anche ai fondi del Decreto Abruzzo; il trasferimento del monitoraggio dei terremoti dall'INGV al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (come si rileva da un avviso allarmato nell'home page del sito dell'INGV). Un vero e proprio calderone dentro il quale è possibile trovare di tutto. Anche scelte che non piacciono a parlamentari della maggioranza e a esponenti del Governo, che però si troveranno costretti a votare il decreto in blocco proprio per evitare di continuare a far pagare le tasse ai terremotati abruzzesi. Anche per questo la forma - che non contiene per forza di cose la sostanza - è importante.

Alberto Puliafito

mercoledì 4 novembre 2009

riflessioni a quasi sette mesi...parto prematuro...

Qui le cose vanno a rilento, tutti dicono “ma le case le costruiscono”, però la realtà è che le cose vanno male, il lavoro c’è solo se sei un muratore o se lavori per lo stato
Il resto fa la fame, le scuole sono piene a metà.
Anche le scuole, ecco, sono tutti moduli provvisori, ma temo che rimarranno “provvisori” a vita
L’Aquila sta subendo un cambiamento drastico nella immagine, quella che rammentiamo non esiste più
Il centro è una desolazione
Hanno aperto diverse strade ma i negozi sono chiusi e le case vuote. Così è anche peggio, perché ti costringe a fare il paragone col passato
Un passato che non tornerà
Solo per rimuovere le macerie del centro e abbattere le case pericolanti ci vogliono fior di soldi
Soldi che sono finiti chissà dove a soli sette mesi dal sisma
Nessuno dice che le case da svuotare sono bombe, frigoriferi, coperture di cemento amianto ecc...e via così. e una volta svuotate chi le abbatte? chi si prende l'onere di smaltire le macerie? perchè nessuno lo dice, ma il sisma porta anche questo e lo smaltimento è un affare decisamente costoso per il comune
meditiamo...tante, troppe bugie...

martedì 20 ottobre 2009

Mi permette questo ballo?

Questa mattina il mostro ci ha dato la sveglia, una bella scossa di 3.5 ricther, chè mia figlia di nove anni e mezzo ha detto mamma è almeno da 4, a profondità 9.9 km. Mi chiedo, questa l'abbiamo sentita bene, quanto abbiamo sentito quei trenta secondi a profondità 5 km, con una magnitudo che oscillava tra il 6 e il 7 richter? E stanno ancora facendoci credere che "non è successo niente, è stato SOLO il terremoto" così da portare avanti le loro ragioni da imbonitori da circo? Da ruffiani mascherati da buoni, che promettono e mantengono? A volte mi viene la voglia di metterli in una tendopoli e lasciarli li sei mesi, sapendo che tutto quello che avevano è sparito. O di metterli in una di quelle case costruite secondo norma si, ma che il mostro, quella notte ha sbriciolato come zucchero sotto una scarpa...A volte mi auguro di aver vissuto un incubo, a volte invece SO che è la realtà e non voglio più sentire: è tutto a posto, beati voi, le casette...
Qui stiamo ancora nelle tendopoli, la protezione civile con le tende e gli alberghi è costata 1 miliardo e duecento milioni di euro e le casette sono li a venire, con 10000 persone sulla costa. C'è stato un disastro di proporzioni inimmaginabili per chi non vive qui e ci si sente pure dire "E ma voi dell'abruzzo (dell'aquila prego)vi dovete far sentire!"
Come se finora fossimo stati zitti, ma contro la mafia al potere chi ti ascolta?

venerdì 16 ottobre 2009

Bugie infinite - 2

Il prossimo che sento dire beati gli abruzzesi, che poi sarebbero solo gli aquilani, a godere di sto culo sfacciato, lo porto una settimana in una bella tenda...un pò di sano campeggio col freddo e la neve sul gran sasso, le bugie imperanti e le macerie in città e si sente subito meglio.
Si chiama cura 6 aprile, se resisti non ti ammazza nessuno, nemmeno le bugie di chi governa.

BUGIE infinite e freddo

Sono senza più parole se penso che per la protezione civile (tendopoli e alberghi sulla costa)sono stati spesi 1miliardo200milioni di euro, mentre ricostruire subito le case e metterci dentro gli sfollati...sarebbe costato MOLTO meno e ci sono ancora circa 10000 persone sulla costa e 6000 almeno nelle tendopoli. Arriva il freddo e la protezione civile "chiede scusa" delle ennesime promesse di mettere i terremotati nelle casette a settembre...e c'è ci dice che va tutto bene e chi fa le battute sulla ricostruzione, pretendendo le casette "come gli aquilani". Venite a vederle le casette, ma portatevi un bel cappotto, chè vedrete un cielo infinito di stelle, macerie e vi scalderete al fuoco brillante delle bugie, a quello delle infiltrazioni mafiose sui sub appalti e a quello della rabbia dei terremotati peggio trattati nella storia dei terremoti in Italia.
Perchè davvero stiamo male ma di sentirci presi per il culo non ne possiamo più. BASTA!

lunedì 5 ottobre 2009

MA LO SAPEVATE QUESTO?

Non è solo colpa del governo berlusconi e dei suoi media se alcune notizie non vengono date in modo opportuno e visibile tanto da far pensare a dicerie sospese nell’aria della leggenda. Come quella per cui la maggior parte dei senza tetto aquilani non torneranno mai più nelle loro case né nelle casette sostitutive. Come quella che - primo caso della storia delle popolazioni che hanno subito il sisma - gli aquilani pagheranno tutte le tasse dal prossimo gennaio e con poche rate, mentre in Umbria e nelle Marche non andò così...

E l’opposizione? Non vota neanche i propri emendamenti...

Altro che miracolo di berlusconi per i terremotati: gli aquilani sono stai fino ad ora trattati peggio di tutti gli altri senza tetto nella storia del terremoto in Italia.

Vi do un paio di notizie che sfuggono come sempre alla stampa di regime delle sei sorelle dei media più una, la settima, quella bulimica e mastodontica che oscura anche le altre fameliche sorellastre, Silviona insomma.

Prima notizia

Nessuno ha ancora smentito l’assessore Cordeschi del comune de L’Aquila che ha detto esplicitamente la scomoda verità: due terzi dei senza tetto aquilani non rientreranno mai più nelle loro case, né in casette di alcun tipo, ma dovranno cercarsi altrove una abitazione sperando nei parenti o andandosene per sempre dall’Abruzzo.

Tremonti lo accusò di “fomentare rivolte” ma si é guardato bene dallo smentire o spiegare quella dichiarazione.

La notizia é sconvolgente, taglia la testa a tutti i tentativi di propaganda: basterebbe insistere nel diffonderla e commentarla, anzi direi solo diffonderla. Ma ci sono evidentemente dei motivi di interesse reciproco tra i due schieramenti che la rendono una notizia sospesa nell’aria.

Ipnosi del berlusconismo sulle povere menti della sinistra di regime o complicità ed interessi trasversali?

Proviamo a svegliare gli ipnotizzati, per i collusi ci penserà la storia , spero, o in mancanza la magistratura.

Seconda notizia

Quando nel 1997 Umbria e Marche vennerò colpite al cuore dal sisma, il governo di allora (Prodi I) deliberò la sospensione del pagamento dei tributi per un anno e mezzo e impose la restituzione de3l 40% degli arretrati non pagati a partire dal 2009 in 120 rate.

Per L’Aquila il decreto anti-crisi blocca la sospensione dei pagamenti al 1° gennaio (dopo soli otto mesi), stessa data in cui si dovrà provvedere al pagamento del 100% degli arretrati (8 mesi contro i 144 dell’Umbria), attraverso 24 rate e non 120.

E questo il miracolo di Berlusconi? E Vespa L’Aquilano che ha fatto tanta retorica sulla sua terra sventrata dal sisma non é in possesso di queste informazioni? Non é in grado di replicare al premier nelle sue scodinzolanti trasmissioni a rete unificate?

Ecco un altro avvoltoio che fa coppia con lo sciacallo e si ciba di auditel ( gli é andata anche male , peraltro, su questo fronte visto le infime percentuali raccolte…) sulla pelle dei suoi compaesani che credevano in lui ed alle sue accorate prese di posizione all’indomani del 6 aprile.

Comunque a suo tempo le proteste di cittadini ed enti locali non sono mancate e, dopo un lungo tentativo di ignorare le contestazioni, il 27 luglio il Ministro Tremonti dichiarava con spirito magnanimo alla stampa tutta l’annullamento del provvedimento. E rivelava l’intenzione di lasciare l’onore (e l’onere) al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che avrebbe deliberato la cosa tramite regolare ordinanza.

Ora anche un principiante é in grado di dirvi che con un ordinanza della protezione civile non é possibile emanare norme contrarie a quanto fissato con legge. Si chiama principio della gerarchia delle fonti normative ed anche gli iscritti a giurisprudenza del 1° anno lo conoscono bene.

Se il governo voleva spostare il termine dei pagamenti doveva farlo con legge: e difatti si cono accorti dell’errore da principianti e quell’ordinanza non è mai arrivata.

Il 15 settembre prendendo la via corretta delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato é iniziata la discussione di una norma correttiva. L’opposizione ha presentato due nuovi emendamenti sull’ex articolo 25.

Entrambi chiedevano un ripristino dei pagamenti del tutto analogo a quello predisposto 12 anni fa per l’Umbria. Esattamente ciò che desiderava realizzare il governo, stando alle dichiarazioni del ministro Tremonti di due mesi prima (dichiarazioni, queste sì, riportate da tutta la stampa, compresa quella “di opposizione”).

Il 23 mattina, nell’aula del Senato, la sorpresa della bocciatura degli emendamenti migliorativi.

E ciò grazie anche all’assenza massiccia delle opposizioni: 25 favorevoli su 159 votanti per il primo, 28 favorevoli per il secondo.
Ecco i dati disponili dai lavori parlamentari : 13 su 14 i presenti dell’IDV, 6 su 10 quelli dell’UDC, 8 su 118 quelli del PD.

Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancredi i nomi dei tre senatori abruzzesi anti-abruzzesi del Popolo della Libertà.
Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Giovanni Legnini, Franco Marini e Claudio Micheloni i nomi dei 5 senatori PD autori dei due emendamenti, impegnati in questa lotta spietata contro i mulini a vento.

E contro l’indifferenza sospetta dei loro colleghi di opposizione che mancavano all’appello quasi tutti…

Berlusconi cadrà a breve ma per demeriti suoi e per trame interne alla destra, la sinistra non ne avrà alcun merito ed anzi resterà un’altra volta alla finestra a guardare gli altri agire , ogni tanto abbassando lo sguardo per guardare se l’ombelico é sempre lì al suo posto.

http://www.agoravox.it/Le-notizie-che-non-leggerete

mercoledì 19 agosto 2009

BENIGNI tra i terremotati

L'AQUILA - "Ieri è venuto Berlusconi, ma non mi hanno avvertito. Se venivo anch'io, c'era un altro terremoto, si verificavano delle scosse veramente... avremmo fatto Verdone, Berlusconi e Benigni: i tre più grandi comici italiani all'Aquila". E' l'ora di pranzo quando Roberto Benigni arriva al campo tre di Paganica, sotto il tendone allestito dalla Protezione civile di Trento per accogliere una parte degli sfollati del terremoto del 6 aprile. Appena arrivato, il premio Oscar si mette a scherzare con la gente. E la prima battuta fa riferimento alla visita fatta dal premier il giorno prima (la ventesima dal sisma) e a quella di Carlo Verdone.

Accolto con affetto dai terremotati, Benigni pranza nella tendopoli. Prima, però, sguscia sotto i banchi delle cucine per provare a prendere in braccio la corpulenta cuoca Valeria e servire lui stesso alcuni pasti. "Dovrei pagare io voi per la soddisfazione di essere qui", dice.

Poi rivolto ai terremotiti che lo attorniano dice: "Controlleremo che le promesse vengano mantenute: se le cose non accadono, urlate e chiedete, non vi zittate mai". Accompagnato dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e dal capo di Gabinetto del ministero dei Beni Culturali, Salvo Nastasi, Benigni ha visitato i resti del paese martoriato dal sisma, ma anche i cantieri delle nuove costruzioni e i primi prefabbricati già allestiti. Ad accoglierlo, con la moglie, Giustino Parisse, il vice caporedattore del Centro che nel terremoto ha perso due figli e il padre. Con Parisse, Benigni ha fatto una breve sosta davanti all'"Albero della memoria", il possente acero sotto il quale sono stati depositati i corpi delle quaranta vittime di Onna.

Visibilmente provato, l'attore è poi arrivato nella tendopoli, dove ha trovato la forza di scherzare: "Sono qui, con Nastasi e Bertolaso, che ci proteggono dalle calamità. Ci devono proteggere anche dallo straripamento di Berlusconi. Bertolaso, proteggici! Berlusconi sta straripando, è in piena". Poi più serio, rivolto ai terremotati, ha detto: "I comici devono far ridere, i politici devono fare i fatti. A loro i fatti e a noi le parole, ma talvolta una parola aiuta più di mille cose vere". E ancora: "Dante insegna che per andare in paradiso è necessario passare dall'inferno. Voi avete vissuto l'inferno. Grazie per la gioia che mi avete dato e per la possibilità di passare attraverso questa morsa di dolore. La scoperta più grande della vita è capire che il dolore può essere trasformato in gioia: dobbiamo riuscire a portare il dolore sulle spalle con gioia".

Poi il comico si è traferito a Coppito dove ha tenuto uno show nell'auditorium della scuola della Guardia di finanza dove si è tenuto il G8. Accolto da più di mille persone, mentre altre ottocento lo seguivano su un maxischermo nella palestra adiacente, il premio Oscar è entrato in sala da par suo, saltellando sulle poltrone della prima fila e lanciando fiori al pubblico: "Mi verrebbe voglia di saltarvi addosso - ha esordito -, di prendere il primo che capita e baciarlo sulla bocca. Anche le pietre di questa città bacerei".

Poi l'immancabile battuta sul premier Berlusconi: "E' come l'Italia: giusto o no che sia, è il mio Paese. Sbagliato o sbagliato che sia, è il mio presidente. Ma non vi preoccupate, perché manterrà le promesse: io e Bertolaso siamo andati a trovarlo, vestiti di nero e con poco trucco, come piace a lui, e glielo abbiamo raccomandato". Per chiudere, Benigni ha recitato il monologo di Ulisse dal canto XXVI dell'Inferno della Divina Commedia: "Spero di tornare quando la ricostruzione sarà avvenuta, per gioire con voi e andare tutti insieme a riveder le stelle", ha concluso l'attore.

giovedì 30 luglio 2009

non importa del sisma o della situazione di emergenza, FW vuole i suoi soldi

Avendo appena scoperto che le cosiddette bollette utenze, sospese, non lo sono se la casa è agibile…quindi...non fa nulla se il sisma ha portato via il lavoro, la casa è agibile quindi le bollette si pagano, alla faccia di chi è sulla costa a villeggiare, con la casa agibile. Si domanda, mentre io pago le bollette ma ho perso il lavoro e la situazione qui nei prossimi mesi sarà sempre più brutta perché lavoro non c’è e non ci sarà, si pensa alle case ma non a ri attivare dei poli commerciali o industriali…Come si fa a dare a questi signori i loro “giusti soldi”?
La cosa comica di tutto questo è che per la mia casa, che ha ovviamente danni, anche se non tali da inficiarne l'agibilità è previsto un piccolo contributo per metterla a posto, ma le bollette, perchè non l'ho persa e non fa nulla se non ho il lavoro, grazie al sisma, come per dire tu il terremoto non l'hai avuto quindi paga. Il che è assurdo, se ci si pensa, perchè la tragedia la pagheremo per decenni, intanto fastweb e infostrada i loro soldi li vogliono, se no, addio servizio. chè in caso di ennesima scossa è rassicurante come prospettiva, come a dire...hai casa agibile, non importa che danni hai avuto per il resto? Lo paghi, è un reato evidentemente essere scampati al sisma senza danni molto grossi.
In più c’è da aggiungere che ho chiesto una rateizzazione, va bene, io ho avuto il sisma come gli altri, non ho lavoro, vedrò di recuperarli col il sangue quei soldi, me le rateizzate?
"Signora le bollette sono sospese solo per coloro che hanno l'utenza sospesa." Al che m'è venuto da dirgli, "noi siamo in emergenza, qui le scosse continuano, e se io ho la linea sospesa ed è la mia sola speranza invece di chiamare i soccorsi, il tel fisso, avendo il cel inutilizzabile?"....silenzio..."signora le bollette le deve pagare, è probabile che nei prossimi giorni sarà contattata dal servizio commerciale per sapere della sua situazione", la mia situazione? il sisma m'ha portato via tutto e m'ha lasciato una casa lesionata e basta, null'altro, eccola la mia situazione...al che mi sono detta, ma con chi sto parlando? Sono terremotata non ho lavoro, né futuro, posso almeno avere la chance marche umbria terremoto 1997 di averle sospese o rateizzate? NO! non le rateizzano nemmeno, o pronta cassa o muori.

martedì 23 giugno 2009

Scossa continua

Sembra un nome da gruppo di lotta anni'70, invece è la nostra realtà, fatta di scosse, false promesse, nessuna traccia di tutti i milioni donati, nessun inizio di nessuna ricostruzione. Ci hanno solo rimandato nelle nostre case ma dal 6 aprile NON E' STATO FATTO NULLA di concreto per rimettere in piedi la città.
L'ammalato è stato incerottato, non guarito.
Quindi vi prego, se non volete sentirci, se non volete interessarvi, va anche bene (diciamo così...) e spero col cuore che questo sia l'ultimo terremoto sulla terra intera, perchè è troppo brutto, ma almeno non credete alle fanfaronate che sentite in TV.
Noi non siamo dei piagnoni che vogliamo farci compatire mentendo su quel che è stato fatto...Il punto è...Pensate che stiamo mentendo? Venite a trovarci, che vi facciamo vedere in loco che cosa c'era e che cosa non c'è e non parlo della nostra città...Parlo delle promesse da campagna elettorale e della realtà che viviamo.
Non volete credere a noi? Magari crederete ai vostri occhi!

lunedì 22 giugno 2009

il mostro è sempre tra noi 2

L'Aquila, riapre il centro storico, ma la terra continua a tremare

Una scossa di terremoto molto forte è stata avvertita intorno alle 22.58 all'Aquila, Teramo e Pescara e persino a Roma. All'Aquila in particolare molta gente è uscita dalle tende e dalle case. Il movimento tellurico è stato registrata dalle stazioni della rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica, i cui esperti l'hanno classificata di magnitudo 4.5. L'epicentro è stato localizzato nella zona dell'aquilano, in un'area compresa tra Tizzoli, Barete e L'Aquila. Secondo i dati rilevati è alla profondità di circa 14 chilometri dalla superficie terrestre.

È stata una delle repliche più importanti del terremoto del 6 aprile scorso. Accertamenti sono in corso da parte della Sala Situazione Italia della Protezione Civile. Al momento non sono giunte segnalazioni di danni.

http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/laquila-riapre-il-centro-storico-ma-la-terra-continua-a-tremare/1657994

il mostro è sempre tra noi

ROMA - Una scossa sismica di magnitudo stimata in 4,6 gradi Richter è stata avvertita nella zona dell'Aquila. Non è al momento possibile sapere se vi siano stati danni. Si è trattato della scossa più forte dal 13 aprile, che era stata di magnitudo 4,9. Quella devastante del 6 aprile scorso aveva toccato i 6,3 gradi. ******************************************************************************************************************************************************************************L'ho sentita, come tutti voi. Vicino a me adesso c'è la torcia, la borsa, la giacca, sono vestita e pronta a scappare. Il mostro è sempre qui
Quando finirà?
Siamo di nuovo in emergenza

venerdì 19 giugno 2009

ma sarà vero? Fino in Piazza?

Domenica 21 giugno pare che il centro storico sarà di nuovo fruibile da noi aquilani, dopo due mesi e mezzo dal terremoto, ecco che possiamo ritornare a passeggiare per il Corso, sarà possibile arrivare fino alla Piazza (per i non aquilano La Piazza è Piazza del Duomo, la piazza centrale della città). Vi rendete conto? Ed io non ci sarò, sarò a Roma città eterna (così dicono...)e forse è meglio perchè se no il cuore potrebbe scoppiarmi per l'ansia di quella emozione. magari me lo gusterò con calma, di certo piangerò.
Perchè...volete saperlo? Il centro storico, L'Aquila, me la sogno tutte le notti. Incubi in cui non arrivo mai...
L'Aquila, bella mia, arrivo presto anche io da te. E quando arriverò "in Piazza", magari un bacetto per terra lo darò...prendetemi per scema, che mi importa? Dopo il sisma, non mi importa più di nulla!

mercoledì 17 giugno 2009

Ci ignorano quando vogliono

Ieri una rappresentanza dei terremotati aquilani si è recata a Montecitorio per protestare contro la mancata accoglienza degli emendamenti al decreto Abruzzo.
Sono stati ignorati da tutti anche dai TG nazionali che pure con noi Aquilani ci han inzuppato il pane per un mese e mezzo.
Però oggi il presidente del consiglio verrà di nuovo a L'Aquila. Ma a fare che cosa mi domando?
Ieri ci ignora con le massime istituzioni e oggi viene a fare cosa?
BASTA! Siamo stufi di essere maltrattati, se in Umbria e Marche c'è stato il 100 per cento di ricostruzione erogata come fondi, prime e seconde case, perchè qui no? Perchè eravamo una zona depressa anche prima? Quindi adesso dobbiamo solo morire?

lunedì 15 giugno 2009

così blindati...

...così vicini, perchè a forza di stringerci tutti da una parte o dall'altra tra polizia, carabinieri, militari ecc...per sto "benedetto" (si fa per dire) G8, qui siamo blindato come carcerati.
Ecco, la parola...Carcerati, ecco l'aria che si respira in questi giorni a L'Aquila e che sempre più si respirerà fino almeno al 15 luglio.
Non bastava il terremoto, le promesse non mantenute, le incertezze...ci vuole anche il G8...ma a chi abbiamo fatto male per meritarci tutto questo?

venerdì 12 giugno 2009

la vita continua?

Tra una scossetta leggera e l'altra, che rimbalza più sui giornali a tiratura nazionale che tra noi, qui, in loco, la vita sembrerebbe continuare. Mi chiedevo, però, in che maniera? Comunioni e cresime sotto le tende, sembrerebbero di buon auspicio, ma poi c'è la solita preoccupazione del ristorante e mi chiedo, perciò, sempre se sia chiaro il motivo per cui si riceve un sacramento.
I lavori riprendono, si coltivano gli orti, si cerca di trovare le vecchie bancarelle della piazza del Duomo, ora sparse in ogni dove, per esempio ce ne sono alcune a via Leonardo da vinci, vicino al cinema Movieplex (che tra le altre cose vuole riaprire...)e si cerca di rimettere in sesto le vecchie abitudini colazione al bar, puntata per giocare la schedina e ovviamente giornalaio.
Si cerca, ma quanto si riesce, specie dopo i risultati elettorali che hanno premiato una campagna elettorale costruita tra le macerie? Ognuno la pensi come vuole, il G8 non porterà nulla di buono.
Adesso siamo blindati per le macerie, dopo lo saremo per i capi di stato, ma sempre blindati siamo.

sabato 6 giugno 2009

SONO DUE MESI

...e tutto tace!
Sono passati due mesi ma ci sono ancora i sopralluoghi da effettuare nel centro storico, il gas da ri allacciare, seguendo tempi biblici, a chi ha casa agibile.
Ci sono ancora le tendopoli e l'estate è arrivata...La promessa di case è passata da settembre a novembre a un generico "inverno". Calcolando quanto dure l'inverno a L'Aquila, c'è da rabbrividire sul serio.
Passate queste lezioni, G8 inutile a parte, chi crede ancora che verrà il Presidente?
Meditate sfollati, meditate...
E festeggiamo tutti....Due mesi dal terremoto e non è cambiato nulla.

martedì 2 giugno 2009

2 giugno...è festa

è festa e non lo è. la città è chiusa, il centro storico ancora devastato, la periferia ancora con tendopoli. è festa. e non lo è.

venerdì 29 maggio 2009

Ma i soldi dove sono?

Buongiorno 
Chi lo sa quale sia il concetto di normalità, noi siamo ancora messi così, macerie, case distrutte, lavori finiti.
Diciamo che non ci sono scosse da qualche giorno, questo si. 
Ma i soldi promessi si devono essere inceppati da qualche parte e si creano leggi e leggine per appropriarsene e far si che a chi servono davvero non arrivino. 
Ogni giorno una novità e non è quasi mai positiva, lo slogan dei primi giorni era NON ABBANDONIAMOLI, io aggiungerei...non subito, almeno fino a che fa audience no?
Perchè adesso soli lo siamo e dobbiamo combattere oltre che contro la catastrofe anche contro i cattivi amministratori.
Meditate gente.

giovedì 28 maggio 2009

stop ai sopralluoghi

Ora procura e consulenti si concentrano su studio carte
(ANSA) - L'AQUILA, 27 MAG - Per ora stop ai sopralluoghi nelle case crollate o gravemente lesionate dal sisma del 6 aprile scorso in Abruzzo. La Procura si sta concentrando soprattutto sull'esame dei documenti raccolti dall'inchiesta. Magistrati, consulenti e uomini dell'interforze della Polizia Giudiziaria hanno fatto la parte piu' cospicua dei sopralluoghi: altre ispezioni ci saranno dopo ulteriori denunce su nuove situazioni oppure per verifiche in siti gia' visitati dai tecnici.

martedì 26 maggio 2009

terremoto tra finzione e realtà

Ci affanniamo a mettere su case e ipotesi di case, in legno le prime, fatte d'aria le seconde, eppure non riusciamo a dimenticare quello che è successo.
Che è successo? Il terremoto. Eccolo, quell'ingombrante evento che ognuno di noi cerca di rimuovere dalla propria coscienza, che non sa più e non sa come affrontare. 
C'è chi fa dell'attivismo sfrenato, chi si arrende e ciondola senza meta e senza idee e chi fa polemiche.
Il mostro è sempre li, in agguato nelle nostre menti e può tornare, più distruttivo di prima. Qualcuno ci potrebbe dire come affrontarlo? Perchè la situazione che viviamo non è normale, è sempre di emergenza e non solo per le scosse ma anche perchè migliaia di noi non hanno la casa e altri non hanno il lavoro. E poi c'è chi ha ripreso a lavorare e a dormire in casa (pochissimi) ma non ha più la città e tutto ciò che intorno le sta. Quindi quale è questa normalità nella quale fingiamo di vivere? Quando qualcuno ci aiuterà ad affrontare la catastrofe che ci è capitata?

lunedì 18 maggio 2009

Scartoffie e macerie

Qui nella città fantasma che mette in scena la propria nudità di forza, non mancano le assurdità, come percorrere km per avere un certificato, sbattuto di qui e di là come da Pilato a Erode.
Non mancano i palazzi tristi e muti che guardano altrove per un pudore troppo presto infranto, con le loro crepe, con le loro mura divelte, non mancano le macerie ancora da raccogliere.
Eppure noi nemmeno manchiamo, che vorremmo una vita normale e ci affanniamo a chiederla non a Dio, ma ad altri aquilani come noi, che vedendoli dietro improvvisate scrivanie di improvvisati uffici, crediamo che tutto sia come prima del 6 aprile e li tormentiamo con le nostre domande, le nostre ansie.
Salvo sentirci rispondere come faremmo noi "Non lo so, adesso ci informeremo e le faremo sapere!"
Questa ricostruzione passa anche attraverso questo.
Prima delle case ridateci gli uffici.
I negozi.
Oppure datecelo insieme.

giovedì 14 maggio 2009

Buongiorno

...qui siamo persi tra carte, certificati, il non poter fare e le incertezze. E ci sono quelli che sono rimasti nelle tendopoli che sputano verso chi è sulla costa...Il terremoto fa uscire il peggio e il meglio da tutti noi. Poi ci sono gli instancabili vigili del fuoco, che bisognerebbe fargli un monumento. Ci sono gli autisti della AMA, che sostengono turni davvero pesanti, portando le persone in giro ove debbono andare, senza battere ciglio, anche tra posti che prima in una corsa non si sarebbero mai toccati. Grazie anche a loro.
Grazie al sole per il caldo.
Ma adesso, quando si inizia a ricostruire?

mercoledì 13 maggio 2009

terremoto e sole e case di legno

Con l'arrivo del caldo, la situazione dei terremotati rimasti in città si è aggravata. 
Nelle tendopoli, nonostante l'aiuto dei volontari, la situazione è decisamente resa più invivibile, caldo, insetti, dissenteria e adesso anche la tubercolosi.
Se questo non basta a condire una situazione già pesante di suo, ci si mette anche la xenofobia. Certo, non si può generalizzare e prendere di mira chi non è "italiano", ma è pur vero che la presenza degli stranieri nelle tendopoli si è improvvisamente allargata di numero e questo porta a pensare che forse non tutti, tra loro, era davvero residente a L'Aquila.
Inoltre c'è lo spettro, mai scacciato, della povertà che ha lasciato il terremoto. Una tenda non garantsce nè privacy nè protezione. Non dal caldo, non dai rumori, non da malintenzionati.
Solo adesso qualcuno capisce che sarebbe meglio aumentare la sorveglianza, sempre dopo, però, che ci sono state risse, ferimenti e episodi di furto.
Nelle tendopoli si sta male, malissimo.
Eppure le persone che sono sfollate sulla costa adesso, tra breve, dovranno tornare indietro perchè molte strutture rivogliono il completo possesso dei propri spazi per la stagione turistica.
Queste persone, circa 30.000, dove saranno collocate?
Molti potrebbero rientrare nelle proprie case perchè agibili.
Ma non lo fanno.
Temono una grande scossa gemella di quella del 6 aprile.
Che forse verrà. Forse no, forse tra un anno, forse tra tecento.
Molti costruscono a proprie spese casette di legno, che spuntano ovunque.
Sono costose e spesso sono delle vere abitazioni vicine a quelle agibili, solo perchè lo suggerisce il panico.
Chi ci abiterà ancora tra dieci anni? O anche solo tra due?
In realtà dovremmo ricostruirci L'Aquila, far ritornare gli studenti, vera forza motrice dell'economia aquilana, rimettere su gli esercizi commerciali e poi, cosa non da poco, convincerci che ricominciare a vivere qui, non da sfollati perenni, è possibile.
Altrimenti tra cinque anni questa città e i suoi dintorni saranno la tana della lucertola e del ragno.


giovedì 7 maggio 2009

parole in rima e sciolte

Quante parole che dobbiamo ingoiare, belle e brutte, stupide e vere. 
Ma quante ce ne propinano? Non sono bastate quelle che ci ha detto il terremoto? 
Morte e distruzione? 
Dobbiamo ancora sentire cose come "case di carta" e "media intensità"? Per favore, visto che nelle orecchie abbiamo ancora il rumore di quella notte, le grida, il pianto e il raggelante silenzio...Tacete.
Se non volete farlo nè per i morti nè per i vivi, fatelo per voi. 
Nessuno può assicurare che non accadrà ancora. Che non accadrà altrove.
A volte non è necessario parlare.
A volte il silenzio non è solo d'oro.
E' necessario.

mercoledì 6 maggio 2009

Un mese un anno un giorno

E' passato il primo mese dalla grande scossa delle 3.32 di lunedi 6 aprile 2009.
In effetti sembra un secolo, oppure un giorno.
Mai come questa volta il tempo non ha significato. La nostra vita non è più nostra.
Ci aggiriamo nelle macerie di questa cercando di capirci qualcosa, di cavarcela al meglio o di ricominciare del tutto.
Ma non è per niente facile.

martedì 5 maggio 2009

Pe fermamme ju tarramutu me tà ccjie...

“Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie. Kjù fa ju strunzu, kjù ‘ndsosto. Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè. Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò. Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio. Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette. Tengo solo la paura che me frega. Perché non è che se la pija solo co mmi. Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù. Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà. Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale. A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu. Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice: ”ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche”. Pure pe tilivisiò te llo icono. Antisimiche ju cazzu che vve frega! So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti. Ma che sapeate? Chi ve ll’era ittu? Che teneamo fa? Ji bunker? Po me vengono a raccontà che: ”Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”. Ma dico ji: “Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto”. Pe piacere! Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti! A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino. E ju cascittu era quiju bassu. Me ll’ha revodecata tutta la casa. A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti. E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente. Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza. Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa. Atru che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de “media intensità”. L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta. Ma se sse so cascati pure gji alberi. Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri. Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti “esperti in terremotologia applicata”. Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse. Atru che Mercalli e Richter! Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa: 1. Essiju; 2. bottarella; 3. bella botta; 4. sileppa; 5. slenghera; 6. saraga; 7. petenga; 8. ’ngulallazia. E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti... media intensità! Ma jeteaffangulo”.

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=17383&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

IL GRANDE INGANNO DEL DOPO TERREMOTO


  
Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito ad una ingiustizia tanto grande e ad un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L’Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie, come è accaduto in occasione del devastante terremoto che l’ha colpita e nel quale, nel giro di una trentina di secondi, tanta gente ha perso tutto, affetti, amicizie, casa, e molti anche il lavoro, per non parlare dei monumenti che rendevano unica la città.

Mai in tutta la storia della nostra Repubblica è stato negato ai cittadini il risarcimento integrale dei guasti dei terremoti, per la prima casa. Ma questa regola sempre rispettata (come, ad esempio, nel Friuli e in Umbria), non vale per l’Abruzzo. Da un primo esame del Decreto legge n. 39 saltano agli occhi queste particolarità: all’art. 3 non si parla di una cifra specifica, ma nella relazione tecnica allegata si indica la somma di €150.000,00 quale tetto massimo spettante ai singoli cittadini per la prima casa. Orbene, la cifra che sarà poi effettivamente riconosciuta a ciascuno degli aventi diritto, per un terzo dovrà essere coperta con un mutuo a tasso agevolato a carico del cittadino, e per un altro terzo dovrà essere anticipata, sempre dal cittadino, che potrà recuperarlo nell’arco di 22 anni non pagando le imposte, mentre lo stato interviene con denaro liquido solo per l’ultimo terzo. 

Sennonché la caratteristica dell’Aquila e degli altri comuni colpiti è quella di centri storici di particolare valore, costituiti da un grandissimo numero di edifici antichi e pregevoli, 320 dei quali, di proprietà privata, sono sottoposti a vincolo da parte della Soprintendenza. Ci sono poi altri 800 edifici pubblici, qualificati di interesse storico, archeologico e artistico. Ora, come è possibile che un privato possa farsi carico della ricostruzione o del restauro di un edificio vincolato o semplicemente di pregio, accollandosi il 66% della spesa? Si comprende allora come il Decreto legge n. 39, se resterà nelle sue linee essenziali così come è stato concepito, costituirà l’atto di morte di una città e di tutti gli altri centri terremotati, che resteranno nei decenni avvenire cumuli di macerie e di edifici spettrali, cadenti e abbandonati.

Ma nel decreto n. 39 c’è anche di peggio: all’art. 3, comma 1 , lettera c, si dispone che se un immobile, gravato da un mutuo, è andato distrutto, la Società Fintecna, a richiesta del privato cittadino. si accollerà il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile. Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto, la conseguenza parrebbe essere, dall’esame della norma, che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo: insomma non avrà più la casa ma continuerà a pagare il mutuo. Il rischio è che la città vada per gran parte nelle mani della Fintecna. Ma se, come è facile prevedere, il cittadino non riesce, col contributo e con il mutuo a tasso agevolato, a coprire l’intera spesa per il restauro o la ricostruzione (rispettando, si spera, le norme antisismiche), dovrà contrarre un ulteriore mutuo, a tasso di mercato, con la banche. Insomma quello delineato dal decreto n. 39 è un meccanismo infernale che consegnerà una città nelle mani di banche, finanziarie e usurai. 

L’ultima perla del decreto: dopo aver dichiarato la città “zona franca”, lo Stato non rinuncia a pretendere da quegli sventurati cittadini che si faranno carico della ricostruzione, il pagamento dell’IVA al 20% ( art. 3, comma 1°, lettera d). Ecco cosa miravano a coprire le tante “passerelle” e sceneggiate e come fosse interessata l’esaltazione della dignità degli abruzzesi, “forti e gentili”. 

Dott.ssa Rosella Graziani
cittadina di L’Aquila; attualmente ospite del padre, insieme alla sua famiglia, in Paglieta (CH)

(3 maggio 2009)
da 
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=56831&sez=HOME_MAIL

lunedì 4 maggio 2009

Richieste, promesse, parole

TERREMOTO: PER L'AQUILA CHIESTI ZONA FRANCA E OBIETTIVO 1

(AGI) - L'Aquila, 4 ma. - Il riconoscimento della Zona Franca Urbana, l'inserimento della provincia dell'Aquila nell'Obiettivo 1, risorse alle attivita' produttive e sgravi alle imprese. Sono questi i punti chiave, che vanno tradotti in emendamenti al decreto terremoto, da presentare entro giovedi' prossimo. Se ne e' parlato nel corso del tavolo con le categorie produttive, che si e' tenuto questo pomeriggio a L’Aquila, al quale erano presenti la Presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, il sindaco dell’'Aquila Massimo Cialente, l'onorevole Giovanni Lolli e l'assessore al lavoro della Provincia Ermanno Giorgi. Tra i presenti Confindustria, Coldiretti, Apindustria, ANCE, Confagricoltura, CNA¸Confesercenti, Confcommercio e Italia Lavoro. Nel corso della riunione tutti i presenti hanno concordato sulla necessita' di restituire al piu' presto la governance a Provincia e Comuni. "Il decreto sul terremoto e' carente e debole in piu' punti - ha sottolineato la presidente Pezzopane -. Nel decreto vanno pertanto inseriti dei provvedimenti radicali, come quelli che sono emersi nel corso della riunione odierna e che come Provincia abbiamo gia' chiesto da tempo. La ricostruzione credo sara' un processo lungo e complesso. Percio' non abbiamo bisogno solo di provvedimenti estemporanei, come gli ammortizzatori sociali, che indubbiamente sono necessari. Accanto a misure del genere, indispensabili nella primissima fase dell'emergenza, vanno adottati provvedimenti piu' organici, in grado di produrre effetti anche nel lungo periodo. Ecco perche' insistiamo sull'inserimento nell'Obiettivo 1 e per il riconoscimento della Zona Franca Urbana, indispensabile per i prossimi 10 anni". I punti emersi nel corso del dibattito sono stati inseriti in un documento unitario, che domani sara' presentato anche nel corso dell'incontro con la Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a L'Aquila.

conversazioni un pò così...

 - ehi ma perché Giorgio non risponde? 
 - Come non lo sai? c'è stato il terremoto...
 - Terremoto? ah si? ah ecco perché non risponde al telefono..che dici se chiamo domani risponde?

domenica 3 maggio 2009

..si balla siori e siore...

Un terremoto di magnitudo(Ml) 3 è avvenuto alle ore 15:07:02 italiane del giorno 03/Mag/2009 (13:07:02 03/Mag/2009 - UTC). 
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Velino-Sirente. 
Fonte Ingv

venerdì 1 maggio 2009

un pò di domande

A forza di sentir parlare di cifre, mi chiedevo, ma tutti questi milioni e milioni di euro, cifre iperboliche per l'essere umano comune, da chi saranno gestiti? 
Dagli amici degli amici degli amici oppure magari si potrebbe pensare di costituire tanti piccoli comitati locali, magari anche di quartiere, che si occupino, con carte in regola, con imprese aquilane, di ricostruire case e negozi?
Umh sembrerà la solita idea polemica, ma a ben vedere le imprese aquilane hanno bisogno di risorgere e gli Aquilani pure, se iniziamo a far appaltare ad imprese non della zona, ho come il polemicissimo sospetto che le cose saranno fatte...ecco, come dire...Non in maniera appropriata secondo le esigenze di chi conosce e ama questa terra e ci ha sputato il sangue da generazioni?
Senza nulla voler togliere alla integrità e alla onestà di chi si accinge a ricostruire, sono del parere che si dovrebbe affidare la ricostruzione di l'Aquila agli Aquilani, dalla rimozione delle macerie, alla costruzione di case e negozi e anche, non dimentichiamocelo, di posti di lavoro. Molti di noi, troppi di noi, hanno perso il lavoro. Come vivremo qui nei prossimi anni? Faranno presto a dimenticarsi di noi, credetemi.
Dovremmo andare a "bussare" alle porte dei nostri politici locali e farci sentire. Avete presente quei meravigliosi comitati statunitensi? Quelle aggregazioni di persone che con la forza delle loro convinzioni e con tanta onestà e preparazione sono riusciti a far eleggere un uomo di valore come il Presidente Barack Obama, nonostante non si credesse a questa possibilità?
Ecco, parlo di quella mentalità. 
L'Aquila è nostra, di noi Aquilani, non solo quando si tratta di parlare di rugby o di "pecora alla cottora", ma adesso è vero più che mai. 
L'Aquila è nostra, abbiamo bisogno di tanto aiuto, verissimo, non basta mai l'aiuto e non basterà mai nemmeno nei prossimi anni a venire, ma è da noi che deve partire l'impulso di costruirci di nuovo.
Aquilani, ci siete?

Terremoto: scossa di magnitudo 3,8

Nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano
(me lo chiamano sciame sismico, in tempi nn sospetti si chiama terremoto)
(ANSA) - ROMA, 1 MAG -Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 e' stata avvertita stamani dalla popolazione nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano.Le localita' prossime all'epicentro, secondo quanto informa un comunicato del Dipartimento Protezione civile, sono San Panfilo d'Ocre, Fossa e Sant'Eusanio Forconese. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia, l'evento sismico e' stato registrato alle ore 7.12.

giovedì 30 aprile 2009

vicina ai 3.5 gradi Richter

(ANSA) - PESCARA, 30 APR - Una scossa di discreta intensita' e durata qualche secondo e' stata nettamente sentita all'Aquila verso le 15. Nei centri commerciali la gente e' subito uscita all'aperto impaurita e stesse scene in altri luoghi della citta'. Al momento non e' dato sapere se ci sono stati altri danni a case o strutture. Secondo alcuni siti la scossa si avvicina al 3.5 della scala Richter con epicentro sempre nei dintorni dell'Aquila.

sole e crepe

Ieri è stata una giornata intensa sotto molti punti di vista. Beh intanto ieri mattina c'era il sole, un bel mercoledì col sole, come non ne vedevo da un pò troppo. Poi...Via Strinella, dove c'è il container nel quale svolge la sua funzione l'Associazione presso la quale mi trovo, temporaneamente, è diventata una via fantasma. Avete presente quella via vero? macchine, macchine e macchine. Gente in giro...Adesso è vuota, tranne per i Vigili del Fuoco, i soli che lavorano davvero, oltre i volontari sparsi per l'Abruzzo e i medici di famiglia.
Beh vedere quella Via vuota, vedere le crepe sui palazzi, ascoltare quel silenzio dove prima c'era rumore di traffico, ascoltare i racconti di chi si incontra, tutti raccontano la loro notte del 6 aprile, questo da appena la misura che la catastrofe c'è davvero stata. Che il terremoto stavolta è toccato a noi. Che quelli snza casa, parenti, amici e/o senza lavoro, siamo noi.
Viviamo in una città da ricostruire. Viviamo cercando di capire dove e come raggiungere gli uffici, quelli che prima avevamo al Centro, che stanno pian piano rispuntando tra milioni di difficoltà logistiche. Viviamo in una città che chissà per quanto tempo vivrà in tende, container e strutture mobili. E tra tutto questo c'è chi dice che ad ottobre saremo tutti a casa. Mi domando se si rendono conto dell'entità e della vastità del sisma.
Molti di noi hanno perso casa e lavoro.
Io ho perso il lavoro.
La sola cosa che lo Stato farà per me appena potrò dire ufficialmente "ho una "casa" mia e mi speso da sola" sarà di darmi 100 euro per tot mesi. 100 a me e 100a mia figlia. con quelli dobbiamo campare...
Bene, è vero che voglio farcela da sola. Ma è vero che se non si ripristinano negozi e commercio L'Aquila non andrà da nessuna parte.
Se non tornano gli studenti universitari, se le case non sono ri costruite...pensate solo a quell'esercito di badanti e donne delle pulizie...Adesso dove si riversano?
Si parla di ricostruzione materiale delle case.
Prima o poi succederà.
Ma ricostruire le vite? Come si farà?

martedì 28 aprile 2009

Terremoto: dl,per 2009 1,1 miliardi

Terremoto: dl,per 2009 1,1 miliardi
Il resto delle risorse e' spalmato fino al 2032

(ANSA) - ROMA, 28 APR - La copertura del decreto 'terremoto' prevede 1,152 miliardi di euro per il 2009. Il resto dei finanziamenti e' spalmato fino al 2032, mentre a decorrere dal 2033 si prevedono finanziamenti per 2,9 milioni di euro. E' quanto prevede l'articolo 18 del dl che disciplina la copertura finanziaria del provvedimento varato giovedi' scorso dal Consiglio dei Ministri che si e' tenuto a L'Aquila

Previsioni...

...del tempo e di scosse nuove. Tutta ieri una voce incontrollata e incontrollabile ha gettato nel panico decine e decine di persone con un presunto aumento di gas radon, secondo il quale, sarebbe stata in arrivo una scossa molto più forte di quella del 6 aprile. Adesso, io mi domando: ma chi è che crede a queste cose, ancora? Pur non volendo commentare in modo alcuno l'operato del sig Giuliani, al quale va il mio rispetto per avere tentato in qualche modo di capire che stava succedendo, anche con gli sbagli che ha commesso, non essendo il suo un metodo che si possa definire scientifico, ma chi è che si diverte a dire simili stupidaggini? Ieri era tutto un dire che a Bazzano erano state evacuate le fabbriche, che la scossa forte sarebbe arrivata con la sua furia distruttrice e avrebbe spazzato via il poco che è ancora in piedi. A mio fratello, che hanno appoggiato con il lavoro ad Avezzano, avevano detto che era stata evacuata tutta L'Aquila.
Ci rendiamo conto? Evacuata L'Aquila...si, il sei aprile è stata evacuata e il resto che si evacua? Le tendopoli??
Queste cose ci sono sempre state, il millenarismo, il millenium bag, le streghe, gli untori, adesso i previsori di scosse apocalittiche.
Non dico che non potrebbe succedere. 
La Terra ci insegna a modo suo che è imprevedibile e ingovernabile, alla faccia di chi si affida a sicurezze che poi non sono tali.
Ma spargere quel panico in giro? Ho visto e sentito decine di persone, letteralmente angosciate, temere la distruzione.
Vi anticipo che è prevista simile scossa distruttiva per il 29 aprile. Così se lo sentite dire...Siete pronti...a sapere che se non arriva, le previsioni continueranno.
Come tutti coloro che soffrono in questa città e che vogliono risollevarsi, mi auguro che la Terra cessi di tremare.
Per rispetto dei vivi e dei morti, mi auguro che chi mette in giro tali voci si renda conto del danno che provoca.
Buona giornata di pioggia a tutti.

lunedì 27 aprile 2009

scosse...

Nuova scossa nell'Aquilano
Magnitudo 2.9, tra l'Aquila, Pizzoli e Barete
Nuova scossa nell'Aquilano
(ANSA) - ROMA, 27 APR - Nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano una nuova replica e' stata avvertita dalla popolazione. Le localita' vicine all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Barete. Lo fa sapere la Protezione civile. Secondo i rilievi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato alle 13:14 con magnitudo 2.9.

ah..Les Italien...

Voci di fondo e voci che strillano. 
Davanti alla tivù tutti bravi, belli e buoni e speranzosi. 
Dietro il finimondo, persone amiche di...che si accaparrano per primi le stufette, le coperte migliori, che fan fare prima i sopralluoghi pur senza mettersi in lista (accade nel paese dove c'è la mia casa) e via discorrendo...Qui è freddo e grigio, si mormora che in qualche campo qualcuno approfitti delle assenze di chi torna al lavoro per prendergli quel poco che hanno in tenda. Si mormora...O sarà vero?

Si ricomincia

Eccomi qui sul campo. Sono tornata ieri, una delle tante sfollate che stavano sulla costa, per fare la sfollata che sta in città, oggi torno al lavoro.
Dopo una notte tranquilla, eccomi a bere il latte bollente e a guardare il cielo, che si incupisce, con la consapevolezza che le previsioni affermano che sarà una settimana di pioggia. Mi sembra la stagione dei monsoni, con l'unica eccezione che non c'è un paesaggio piatto con piante esotiche attorno a noi. Ma rovine. Tende blu disposte in bell'ordine punteggiano il paesaggio ovunque ci si sposti. Ieri tornando dalla costa, passando col groppo in gola e gli occhi colmi di lacrime, in mezzo a paesi deserti, case sventrate, vedevo le tende blu. Non ci fossero state avrei potuto illudermi con l'assenza dei paesani a causa di un evento gioioso che poi li avrebbe riportati a riversarsi nelle strade dei loro paesi. Invece eccole tutte li quelle tende blu della protezione civile, i vari campi visti solo in televisione, fino a che la consapevolezza del terremoto s'è fatta dolore acuto e tagliente con la vista di posti familiari completamente torti, come se una mano crudele si fosse accanita a sventrare case, accortocciare muri, mettere a nudo stanze, con dentro ancora mobili e quadri e vestiti, ormai irraggiungibili. Come se fosse ancora possibile ascoltare e vedere gli abitanti di quelle case nelle loro quotidiane attività.
Uno svelamento lacerante e brutale che lascia la dimensione della tragicità del terremoto, della sua furia distruttrice.
Eccomi qui, quindi, a ricominciare, parola conosciutissima per me.
Eccomi pronta a familiarizzare con tendopoli, sportelli bancomat ricavati un camper, divise e dialetti diversi e facce di chi ha perso tutto che guardano con una forza diversa.
Quella del desiderio di ricominciare.

domenica 26 aprile 2009

ma quali fondi?

E' come un incubo dal quale ti sei svegliato e vedi macerie e crepe e tanta desolazione. La dobbiamo ricostruire noi. Mi chiedo se i tanto sbandierati finanziamenti statali, che calano sempre più e rivolti sempre a meno gente, arriveranno. Oppure tutti i soldi raccolti da tanti e tanti. Ma dove vanno a finire? Chi si interessa di questo?

Eccomi qui a L'Aquila

Mi chiamo Cristina e vivo a L'Aquila, la più bella città d'Abruzzo, diventata famigerata nonchè famosa per il terremoto del 6 aprile 2009. Prima a dire"io vivo a L'Aquila" i più ti guardavano un pò perplessi, stralunati e poi con un sorrisetto imbarazzato..."Scusa dov'è L'Aquila?" e magari abitavano ad appena 100 km. Ma tant'è...Adesso lo sanno in molti, purtroppo. Vorrei avere ancora quel tranquillo anonimato, un pò sonnacchioso, da turrita città di provincia chiusa su se stessa e in se stessa. Magari...
Beh sono qui per dire come si vive in una città terremotata. Ma non in una città qualunque, ma nella più bella delle città d'arte, mi si passi pure l'espressione, non se ne abbiano a male Venezia o Roma o Firenze. Perchè a L'Aquila di bellezza ce ne era tanta. Noi vogliamo ricostruirla come era. Al di là delle parate trionfalistiche.
Al di là del pietismo becero.
Al di là del terremoto.
Noi siamo qui,