Dagli amici degli amici degli amici oppure magari si potrebbe pensare di costituire tanti piccoli comitati locali, magari anche di quartiere, che si occupino, con carte in regola, con imprese aquilane, di ricostruire case e negozi?
Umh sembrerà la solita idea polemica, ma a ben vedere le imprese aquilane hanno bisogno di risorgere e gli Aquilani pure, se iniziamo a far appaltare ad imprese non della zona, ho come il polemicissimo sospetto che le cose saranno fatte...ecco, come dire...Non in maniera appropriata secondo le esigenze di chi conosce e ama questa terra e ci ha sputato il sangue da generazioni?
Senza nulla voler togliere alla integrità e alla onestà di chi si accinge a ricostruire, sono del parere che si dovrebbe affidare la ricostruzione di l'Aquila agli Aquilani, dalla rimozione delle macerie, alla costruzione di case e negozi e anche, non dimentichiamocelo, di posti di lavoro. Molti di noi, troppi di noi, hanno perso il lavoro. Come vivremo qui nei prossimi anni? Faranno presto a dimenticarsi di noi, credetemi.
Dovremmo andare a "bussare" alle porte dei nostri politici locali e farci sentire. Avete presente quei meravigliosi comitati statunitensi? Quelle aggregazioni di persone che con la forza delle loro convinzioni e con tanta onestà e preparazione sono riusciti a far eleggere un uomo di valore come il Presidente Barack Obama, nonostante non si credesse a questa possibilità?
Ecco, parlo di quella mentalità.
L'Aquila è nostra, di noi Aquilani, non solo quando si tratta di parlare di rugby o di "pecora alla cottora", ma adesso è vero più che mai.
L'Aquila è nostra, abbiamo bisogno di tanto aiuto, verissimo, non basta mai l'aiuto e non basterà mai nemmeno nei prossimi anni a venire, ma è da noi che deve partire l'impulso di costruirci di nuovo.
Aquilani, ci siete?
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