Beh vedere quella Via vuota, vedere le crepe sui palazzi, ascoltare quel silenzio dove prima c'era rumore di traffico, ascoltare i racconti di chi si incontra, tutti raccontano la loro notte del 6 aprile, questo da appena la misura che la catastrofe c'è davvero stata. Che il terremoto stavolta è toccato a noi. Che quelli snza casa, parenti, amici e/o senza lavoro, siamo noi.
Viviamo in una città da ricostruire. Viviamo cercando di capire dove e come raggiungere gli uffici, quelli che prima avevamo al Centro, che stanno pian piano rispuntando tra milioni di difficoltà logistiche. Viviamo in una città che chissà per quanto tempo vivrà in tende, container e strutture mobili. E tra tutto questo c'è chi dice che ad ottobre saremo tutti a casa. Mi domando se si rendono conto dell'entità e della vastità del sisma.
Molti di noi hanno perso casa e lavoro.
Io ho perso il lavoro.
La sola cosa che lo Stato farà per me appena potrò dire ufficialmente "ho una "casa" mia e mi speso da sola" sarà di darmi 100 euro per tot mesi. 100 a me e 100a mia figlia. con quelli dobbiamo campare...
Bene, è vero che voglio farcela da sola. Ma è vero che se non si ripristinano negozi e commercio L'Aquila non andrà da nessuna parte.
Se non tornano gli studenti universitari, se le case non sono ri costruite...pensate solo a quell'esercito di badanti e donne delle pulizie...Adesso dove si riversano?
Si parla di ricostruzione materiale delle case.
Prima o poi succederà.
Ma ricostruire le vite? Come si farà?
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