giovedì 7 maggio 2009

parole in rima e sciolte

Quante parole che dobbiamo ingoiare, belle e brutte, stupide e vere. 
Ma quante ce ne propinano? Non sono bastate quelle che ci ha detto il terremoto? 
Morte e distruzione? 
Dobbiamo ancora sentire cose come "case di carta" e "media intensità"? Per favore, visto che nelle orecchie abbiamo ancora il rumore di quella notte, le grida, il pianto e il raggelante silenzio...Tacete.
Se non volete farlo nè per i morti nè per i vivi, fatelo per voi. 
Nessuno può assicurare che non accadrà ancora. Che non accadrà altrove.
A volte non è necessario parlare.
A volte il silenzio non è solo d'oro.
E' necessario.

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